{"id":1556,"date":"2023-01-04T09:21:15","date_gmt":"2023-01-04T08:21:15","guid":{"rendered":"https:\/\/wiki.atsrl.net\/?p=1556"},"modified":"2025-04-29T07:28:15","modified_gmt":"2025-04-29T05:28:15","slug":"tecnologie-frigorifere-per-ridurre-limpatto-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wiki.atsrl.net\/?p=1556","title":{"rendered":"TECNOLOGIE FRIGORIFERE PER RIDURRE L&#8217;IMPATTO AMBIENTALE"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/www.centrogalileo.it\/nuovaPA\/Articoli%20tecnici\/clodic\/tecn%20frig%20riduz%20impatto%20ambientale.htm\">https:\/\/www.centrogalileo.it\/nuovaPA\/Articoli%20tecnici\/clodic\/tecn%20frig%20riduz%20impatto%20ambientale.htm<\/a><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">PREMESSA<\/h1>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019obiettivo \u00e8 quello di ridurre l\u2019impatto ambientale dei sistemi frigoriferi e delle pompe di calore, \u00e8 necessario prendere in considerazione diversi aspetti.<br>Dal punto di vista del TEWI (Total Equivalent Warming Impact) devono essere ridotte sia le emissioni dirette dei fluidi frigorigeni sia il loro GWP. Tenendo conto del forte impatto del consumo energetico durante tutto il periodo di durata degli impianti, l\u2019opzione fondamentale per diminuire l\u2019impatto ambientale \u00e8 quella di migliorare molto l\u2019efficienza energetica del sistema.<br>I limiti del sistema devono essere determinati con cura. Per esempio, nel settore terziario, non basta sviluppare solo sistemi di raffreddamento (o pompe di calore) ad alto rendimento, ma \u00e8 necessario associare al sistema una regolazione globale efficace e integrarlo in un locale a basso carico termico.&nbsp;<br>Inoltre, dal punto di vista delle politiche tese alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra (GES), i sistemi frigoriferi hanno un nuovo ruolo nella sostituzione delle caldaie, che funzionano a olio o gas, con pompe di calore (PAC) ad elevato rendimento energetico, al fine di limitare le emissioni di anidride carbonica. Il recupero di calore dalle diverse fonti assicura un coefficiente di rendimento alto grazie al recupero di calore gratuito.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">COME DIMINUIRE L\u2019IMPATTO DELLE EMISSIONI DIRETTE?<\/h1>\n\n\n\n<p>Dagli inizi degli anni \u201990, la sostituzione degli HFC e degli HCFC in seguito all\u2019applicazione del Protocollo di Montreal ha condotto non solo allo sviluppo di nuovi fluidi refrigeranti HFC, ma anche al ritorno verso fluidi che erano stati utilizzati nel passato, come il biossido di carbonio, gli idrocarburi per alcune applicazioni e l\u2019ammoniaca con nuove applicazioni. Inoltre, sono stati riesaminati cicli frigoriferi non a compressione di vapore, come il ciclo di Stirling, il tubo a pulsioni, il freddo termoacustico e il freddo magnetico,.. Tuttavia, fino ad ora, a pari rendimento energetico, i sistemi a compressione di vapore offrono il migliore rapporto rendimento energetico\/prezzo. Questo articolo parla solo dei sistemi a compressione di vapore.<br>Per ridurre le emissioni dirette, saranno prese in considerazione in questo articolo: la diminuzione della carica di fluido, il controllo delle perdite e di recupero dei fluidi, l\u2019introduzione di fluidi a basso GWP come il biossido di carbonio o i nuovi fluidi HFC a basso GWP.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">RIDUZIONE DELLA CARICA DI FLUIDO FRIGORIGENO<\/h1>\n\n\n\n<p>La riduzione della carica di fluido, a potenza frigorifera e rendimento energetico uguale, porta alla diminuzione delle emissioni di fluidi dovute alle rotture del circuito e a limitare le emissioni dei fluidi durante il periodo di vita del sistema.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scambiatori Compatti<\/h2>\n\n\n\n<p>Uno dei mezzi che possono essere utilizzati, al di l\u00e0 della tecnica utilizzata, per limitare le cariche di fluido \u00e8 quello di utilizzare scambiatori compatti. Per esempio, sostituire scambiatori a fascio tubiero con scambiatori a piastre permette di ridurre il rapporto tra potenza frigorifera e carica del fluido di un fattore di almeno 3. Parallelamente, i diametri dei tubi di rame dei climatizzatori aria\/aria diventano sempre pi\u00f9 piccoli. L\u2019industria della climatizzazione giapponese \u00e8 leader nella tecnologia della costruzione di scambiatori, i cui diametri&nbsp;&nbsp;interni sono di circa 5 mm. Nuovi progressi sono in corso, soprattutto nel settore dei condensatori, dove la tecnologia dei tubi in rame e delle alette in alluminio comincia ad essere sostituita dagli scambiatori in alluminio saldati .<br>Qualche applicazione, come i gruppi di raffreddamento dell\u2019acqua, utilizzano ancora grandi quantit\u00e0 di fluido stoccate negli evaporatori a fascio tubero come i chiller, e pure il il freddo industriale utilizza grandi vasche a bassa pressione che alimentano le pompe di ricircolazione del fluido. In un futuro prossimo, vi saranno nuovi tipi di evaporatori di gruppi di raffreddamento dell\u2019acqua che utilizzeranno efficaci sistemi di aspersione sui tubi cos\u00ec come una nuova concezione di scambiatori \u201c asciutti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sistemi Indiretti<\/h2>\n\n\n\n<p>I gruppi di raffreddamento dell\u2019acqua (chiller), tipici dei sistemi indiretti, occupano un importante settore del mercato per la climatizzazione di grossi edifici, questo sistema pu\u00f2 essere applicato a potenze frigorifere meno elevate, tenendo conto dell\u2019interesse di una bassa carica di refrigerante, soprattutto per gli HFC. I sistemi indiretti possono anche essere utilizzati nella climatizzazione auto, soprattutto negli autobus e nei treni, dove il circuito \u00e8, in genere, lungo e il rapporto tra carica di fluido e potenza frigorifera \u00e8 elevato (0,45kg\/kW freddo).<br>Dalla met\u00e0 degli anni \u201990 nel settore del freddo commerciale, sono stati fatti degli esperimenti in Europa e negli Stati Uniti al fine di valutare l\u2019interesse dei sistemi indiretti in vista della limitazione di carica di fluido nei sistemi centralizzati installati nei supermercati. Sono stati effettuati diversi test. Uno di essi sembra presentare rendimenti energetici identici a costi accettabili: i sistemi indiretti che utilizzano il biossido di carbonio a bassa temperatura. In questi sistemi il biossido di carbonio evapora parzialmente nei banchi di vendita o negli evaporatori delle celle frigorifere; e viene, in seguito, condensato, nell\u2019evaporatore\/condensatore dove evaporano l\u2019HFC o l\u2019ammoniaca. Per le applicazioni in freddo a temperatura positiva (media temperatura), l\u2019impiego dei fluidi secondari sembra essere ancora la scelta migliore ma vi sono nuovi sviluppi per quanto riguarda il biossido di carbonio, anche per la temperatura positiva.<br>I sistemi indiretti nel freddo commerciale possono portare alla riduzione della carica di fluido dal 50 al 75% se raffrontati ai&nbsp;&nbsp;sistemi diretti. I sistemi indiretti necessitano di una differenza aggiuntiva tra la temperatura di evaporazione e quella dell\u2019aria da raffreddare.<br>Inoltre, il fluido secondario deve essere messo in circolazione e dunque le pompe del liquido comportano un maggiore consumo energetico. I raffronti tra i sistemi diretti e quelli indiretti nel freddo commerciale offrono risultati interessanti nei quali l\u2019efficienza energetica dei due sistemi \u00e8 dello stesso ordine di grandezza a causa dell\u2019inefficienza dell&#8217; espansione diretta quando il surriscaldamento penalizza l\u2019efficienza degli evaporatori. Misure dettagliate effettuate al livello degli scambiatori indicano un\u2019efficienza di scambio termico del fluido secondario superiore a quella del fluido frigorigeno.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">POLITICHE DI CONTROLLO DELLE FUGHE E DI RECUPERO<\/h1>\n\n\n\n<p>Le politiche di controllo delle perdite e di recupero sono sostenute da diverse associazioni tecniche, un certo numero di produttori e dai ministeri di diversi paesi. Le regolamentazioni europee&nbsp;2037\/2000&nbsp;per gli HCFC e&nbsp;842\/2006&nbsp;per gli HFC comportano controlli periodici sulla tenuta degli impianti (per cariche di fluido superiori a&nbsp;3 kg.), il recupero sistematico del fluido a fine vita&nbsp;&nbsp;dell\u2019impianto e il controllo sistematico delle quantit\u00e0 di fluido vendute sul mercato. Un certo numero di norme verte sul miglioramento della tenuta dei componenti, tra le quali EN 378, ASHRAE 147 e EN 14624.<br>E\u2019 bene parlare anche della procedura attuata nei Paesi Bassi, definita STEK, secondo la quale i componenti pi\u00f9 suscettibili alle perdite devono essere analizzati insieme alla causa delle fughe di refrigerante. Si devono raggiungere ancora sviluppi significativi per una nuova concezione dei componenti pi\u00f9 soggetti alle fughe, come le valvole di sicurezza, le valvole di servizio e diversi tipi di raccordi.<br>I metodi utilizzati in numerose imprese, per raggiungere una migliore qualit\u00e0 di tenuta dei componenti durante il periodo di durata degli impianti, devono essere generalizzati. Nuovi metodi di prova sono necessari a garantire il livello iniziale di tenuta.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">EFFICIENTI APPLICAZIONI DEL BIOSSIDO DI CARBONIO &#8211; CO<sub>2<\/sub><\/h1>\n\n\n\n<p>Sono stati raggiunti sviluppi importanti negli ultimi 10 anni per i sistemi che funzionano con biossido di carbonio che presenta il vantaggio di un basso GWP e di una classificazione come fluido sicuro (A1 nella classificazione EN 378 e Ashrae 34). Gli svantaggi del biossido di carbonio sono noti e sono dovuti alla bassa temperatura critica (&nbsp;31 \u00b0C). Questa bassa temperatura critica conduce ad un ciclo transcritico quando il sistema fornisce o emette il calore ad una temperatura superiore a&nbsp;31\u00b0C. Alcuni lavori condotti sul biossido di carbonio saranno presentati qui di seguito.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sistema a bassa temperatura a cascata<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando il biossido di carbonio viene condensato ad una temperatura inferiore a 31\u00b0C e soprattutto tra \u201310\u00b0C. e 0\u00b0C, i sistemi a biossido di carbonio presentano un\u2019efficienza energetica elevata grazie alle buone propriet\u00e0 termofisiche del prodotto (bassa viscosit\u00e0 e conduttivit\u00e0 termica elevata) e allo sviluppo dei sistemi a cascata. Questi sistemi utilizzano il biossido di carbonio a temperature di evaporazione che variano tra \u201350% e \u201335%, associate ad un sistema frigorifero ad alta temperatura (cascata), che funziona o ad ammoniaca o con gli HFC e&nbsp;&nbsp;risulta efficiente nel settore agro-alimentare e pi\u00f9 raramente in quello commerciale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pompa di calore a biossido di carbonio per acqua calda sanitaria<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Giappone ha sviluppato dei riscaldatori d&#8217;acqua ad alto rendimento energetico a biossido di carbonio. Il consumo di acqua calda delle famiglie giapponesi \u00e8 pi\u00f9 elevato rispetto agli standard europei e il costo energetico dell\u2019acqua calda \u00e8, dunque, significativo. I riscaldatori a pompa di&nbsp;&nbsp;calore sono interessanti nel contesto giapponese quando il COP \u00e8 tra 3 e 4.<br>Tenendo conto del gradiente elevato di temperatura per il riscaldamento dell\u2019acqua, da&nbsp;15\u00b0C&nbsp;a&nbsp;60\u00b0C, e, pi\u00f9 generalmente, in Giappone fino a&nbsp;90\u00b0C, la variazione continua della temperatura del biossido di carbonio durante la sua condensazione quando si trova sopra il suo punto critico, minimizza le perdite durante lo scambio di calore. Il governo giapponese ha emanato incentivi pari ad 1\/3 del prezzo dell&#8217;impianto per far crescere rapidamente il mercato. Il mercato nel&nbsp;2006 in&nbsp;Giappone era superiore alle 250.000 unit\u00e0 e pi\u00f9 di 15 produttori sono in concorrenza in questo suo mercato.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">NUOVI HFC A BASSO GWP<\/h1>\n\n\n\n<p>Nel 2001, la societ\u00e0 Dow ha sviluppato un solvente HFC basato su di un chetone fluorato caratterizzato da un periodo di permanenza nell\u2019atmosfera minore di una settimana e, dunque, con un GWP di circa 1; questo fatto dimostra che le molecole contenenti fluoro possono avere un GWP basso. La base dell\u2019esistenza potenziale degli HFC a basso GWP dipende dalla loro breve vita nell\u2019atmosfera. Prima&nbsp;la Honeywell&nbsp;e poi&nbsp;la Dupont&nbsp;hanno sviluppato queste molecole a breve durata di vita. Le due molecole sviluppate da Honeywell sono conosciute come CF3i (tri-fluoro-iodio-metano) e CF<sub>3<\/sub>CFCH<sub>2<\/sub>&nbsp;(tetra fluoro propilene). Il periodo di durata nell\u2019atmosfera della prima \u00e8 di circa una settimana e quello della seconda \u00e8 di circa due settimane e il GWP \u00e8 nel range di 10.<br>Le molecole messe a punto dalla Dupont non sono ancora conosciute ma una saranno certamente caratterizzate da un periodo di vita breve.<br>Le due miscele, il fluido H per Honeywell e il DP1 per Dupont sono state progettate in modo da sostituire l\u2019HFC-134a come fluido drop-in. Lo sviluppo va nella direzione dei sistemi MAC ma sar\u00e0 anche utilizzato come&nbsp;&nbsp;sostituto dell\u2019HFC 134a in altri sistemi. Lo sviluppo dei gas contenenti fluoro si baser\u00e0 certamente su di un basso GWP.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">COME MIGLIORARE L\u2019EFFICIENZA ENERGETICA ?<\/h1>\n\n\n\n<p>L\u2019efficienza energetica \u00e8 un punto chiave per uno sviluppo sostenibile. L\u2019efficienza&nbsp;&nbsp;energetica \u00e8 un obiettivo primario al fine di ottenere molto spendendo meno. Per la refrigerazione e le pompe di calore, non basta solo sviluppare componenti e impianti efficienti ma bisogna anche integrare efficientemente questi impianti in sistemi pi\u00f9 grandi: per gli edifici \u00e8 essenziale considerare gli edifici nella loro globalit\u00e0 e non pensare solo a utilizzare componenti efficienti.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">NUOVI PROGETTI CON MINORI CARICHI DI RISCALDAMENTO O RAFFREDDAMENTO<\/h1>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo di case passive o case con consumo di energia vicina a 0 porta allo sviluppo di pompe di&nbsp;&nbsp;calore pi\u00f9 compatte e pompe di calore reversibili, con entrambe le funzioni di riscaldamento e di raffreddamento, cos\u00ec come quelle integrate. Nelle case a bassa energia il maggiore fabbisogno termico viene ad essere quello per la produzione di acqua calda ad uso domestico. In Svizzera, un nuovo tipo di pompe di calore con il recupero di calore dell\u2019aria di scarico produce acqua calda sanitaria e dall\u2019altra parte riscalda l\u2019aria per convezione.<br>Molti studi e ricerche sul confort termico sono in corso da 15 anni. Uno dei risultati pi\u00f9 importanti \u00e8 stato quello di dimostrare che il corpo umano \u00e8 in grado di adattarsi alle condizioni termiche. La temperatura di confort in estate pu\u00f2 essere fissata a&nbsp;&nbsp;circa&nbsp;26\u00b0C&nbsp;nelle stanze e procura un confort migliore che una temperatura pi\u00f9 bassa. In seguito a questi risultati le imprese giapponesi hanno cambiato la divisa degli impiegati in estate: niente giacca e niente cravatta.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">PROGETTAZIONE DEL SISTEMA E CONTROLLO DELL&#8217;IMPIANTO<\/h1>\n\n\n\n<p>La progettazione dei sistemi frigoriferi e delle pompe di calore necessita della valutazione della variazione delle temperature della fonte e dei pozzi al fine di adattare il sistema termodinamico e di raggiungere COP pi\u00f9 elevati possibili. Un esempio tipico \u00e8 quello di abbassare la temperatura dell\u2019acqua calda per le pompe di calore aria-acqua a seconda della temperatura esterna. Un altro esempio tipico \u00e8 quello di disconnettere la deumidificazione e il raffreddamento quando l\u2019umidit\u00e0 relativa \u00e8 ad un livello accettabile per regolare la temperatura di evaporazione al di sopra del punto di formazione della brina e di ottenere, cos\u00ec, COP elevati, soprattutto per i sistemi aria-aria.<br>Le pompe di calore residenziali necessitano che la potenza calorifera sia fornita completamente dalla pompa di calore per la temperatura esterna pi\u00f9 bassa (non \u00e8 necessario fornire calore supplementare con una resistenza elettrica aggiuntiva sul circuito di riscaldamento). Nella stagione del riscaldamento le temperature esterne variano tra -15\u00b0C e 14\u00b0C e l\u2019acqua del circuito di riscaldamento deve essere prodotta a temperature che variano tra 65 e 35\u00b0C, con uno scarto della temperatura (-15\u00b0C.\/+65\u00b0C) corrispondente al maggiore fabbisogno di riscaldamento.<br>Questi problemi richiedono dei sistemi flessibili in cui il ciclo inverso sia in grado di passare da una operazione a 2 stadi a una a 1 stadio a seconda della temperatura esterna e della temperatura dell&#8217;acqua.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">MIGLIORIE AL MOTORE E AL COMPRESSORE<\/h1>\n\n\n\n<p>Per i sistemi frigoriferi e le pompe di calore, le analisi exergetiche mostrano il maggior impatto di perdite del motocompressore. Per i motori elettrici, la soluzione \u00e8 stata trovata gi\u00e0 diversi anni fa con&nbsp;&nbsp;motori a magneti permanenti che sono state introdotte su larga scala da produttori giapponesi. L\u2019efficienza elettrica, anche per i motori elettrici da&nbsp;1 a&nbsp;2 kW, \u00e8 superiore al 92%. Una soluzione complementare si \u00e8 presentata progressivamente con la velocit\u00e0 variabile elettronica. Tutte le pompe di calore reversibili vendute in Giappone per potenze frigorifere che variavano da&nbsp;2,4 a&nbsp;5 kW sono dotate di motori a velocit\u00e0 variabile. La regolazione della velocit\u00e0 variabile permette una regolazione fine del flusso del fluido a seconda della variazione della potenza di riscaldamento e di raffreddamento. Queste pompe di calore a ciclo inverso possono produrre potenza in riscaldamento tre volte superiore alla potenza massima in raffreddamento. COP superiori a 6, per le condizioni estive T1 della norma ISO 5151, sono state misurate con questi sistemi.<br>Anche se i compressori alternativi a pistoni sono ancora utilizzati per le potenze frigorifere piccole (utilizzo domestico) e in numerosi sistemi di media potenza (fino a 30 kW di potenza assorbita), per le potenze da 1 a 25 kW di potenza assorbita, i compressori scroll e, su scala minore, i compressori rotativi, sostituiscono i compressori a pistoni. Per quanto riguarda i compressori scroll e rotativi, la precisione delle macchine utensili permette questo cambiamento grazie al numero meno elevato di parti girevoli, anche le perdite dovute a sfregamento sono diminuite, la valvola di scarico pu\u00f2 essere evitata e le perdite di pressione nelle valvole possono essere diminuite. Questi compressori possono raggiungere un migliore rendimento energetico rispetto a quello dei compressori alternativi a pistoni.<br>Una delle migliorie pi\u00f9 importanti \u00e8 stata quella dello sviluppo di compressori non lubrificati o a separatore di olio integrato ad alta efficienza. Per gli scambiatori ad efficienza energetica molto elevata, soprattutto a micro canali, la presenza di olio riduce lo scambio termico. Inoltre, il ritorno di olio crea un accumulo all\u2019uscita dell\u2019evaporatore e il colpo d\u2019olio \u00e8 sempre possibile. La limitazione drastica della circolazione dell\u2019olio \u00e8 stata migliorata con l\u2019utilizzo del biossido di carbonio nei sistemi di climatizzazione dei veicoli. Ci\u00f2 che \u00e8 stato ottenuto per il biossido di carbonio pu\u00f2 essere valido per qualunque altro fluido.<br>Lo sviluppo di cuscinetti magnetici permette l\u2019utilizzo di macchine centrifughe non lubrificate, e nuovi compressori centrifughi relativamente compatti sono sul mercato da 5 anni. Questa tecnologia \u00e8 associata anche all\u2019aumento della velocit\u00e0 di rotazione di questi compressori centrifughi. Diventano possibili velocit\u00e0 superiori a 25.000 giri\/min. Lo sviluppo di nuove logiche permette la progettazione rapida di giranti e nuovi sviluppi potenziali di compressori centrifughi&nbsp;&nbsp;non lubrificati.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">MIGLIORIE AGLI SCAMBIATORI<\/h1>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo degli scambiatori \u00e8 diretto verso una maggiore efficienza dello scambio termico e la diminuzione delle quantit\u00e0 di materiali utilizzati (per la produzione industriale delle componenti, la massa dei materiali \u00e8 un parametro chiave dal punto di vista del prezzo). Le tendenze sono evidenti. Negli ultimi 20 anni i diametri sono stati regolarmente ridotti e l&#8217;efficienza delle alette \u00e8 stata migliorata: lo spessore dei tubi di rame \u00e8 stato ridotto a&nbsp;0,3 mm&nbsp;e lo spessore delle alette in alluminio \u00e8 di circa&nbsp;0,1 mm. Inoltre, i tubi zigrinati e le alette rese pi\u00f9 efficienti hanno portato ad un accrescimento del coefficiente di scambio degli scambiatori aria-fluido frigorigeno di un fattore che varia da&nbsp;2 a&nbsp;3. Unitamente a queste lavorie sui tubi in rame\/alette di alluminio, gli scambiatori saldati&nbsp;&nbsp;interamente in alluminio hanno avuto la meglio per i radiatori, i condensatori e gli evaporatori utilizzati nell\u2019industria automobilistica.<br>I condensatori sono stati concepiti con tubi a microcanali in alluminio. Questi tubi sono stati&nbsp;saldati&nbsp;&nbsp;su alette ondulate, portando ad un rapporto di superficie delle alette pi\u00f9 elevato rispetto a quello esistente nel settore della climatizzazione fissa. A parit\u00e0 di&nbsp;&nbsp;velocit\u00e0 equivalente dell\u2019aria i coefficienti di scambio termico sono pi\u00f9 elevati di un rapporto prossimo a 2 rispetto ai condensatori della climatizzazione fissa. Per gli evaporatori, la progettazione di scambiatori alettati&nbsp;&nbsp;\u00e8 stata la tecnologia dominante degli ultimi 20 anni e, tenendo conto delle limitazioni della pressione associate all\u2019utilizzo del biossido di carbonio, sono stati realizzati nuovi tipi di evaporatori, fondati sulla stessa tecnologia di quella dei condensatori utilizzando tubi a microcanali a seconda dei vari circuiti.<br>La grande compattezza degli scambiatori a microcanali e il costo meno elevato dell\u2019alluminio rispetto a quello del rame hanno permesso il trasferimento della tecnologia dell\u2019industria automobilistica verso la climatizzazione fissa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>https:\/\/www.centrogalileo.it\/nuovaPA\/Articoli%20tecnici\/clodic\/tecn%20frig%20riduz%20impatto%20ambientale.htm PREMESSA Quando l\u2019obiettivo \u00e8 quello di ridurre l\u2019impatto ambientale dei sistemi frigoriferi e delle pompe di calore, \u00e8 necessario prendere in considerazione diversi aspetti.Dal punto di vista del TEWI (Total Equivalent Warming Impact) devono essere ridotte sia le emissioni dirette dei fluidi frigorigeni sia il loro GWP. 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